Oggi vi racconto una storia. E’ la storia di un idea. Questa idea consisteva nel cercare di unire e di far conoscere realtà diverse che si stavano sviluppando e che stavano trovando un’identità nel web. Erano i primi anni 2000 e internet in un modo o nell’altro, era entrato nella vita di tutti… non c’era facebook, i blog si facevano con portali che oggi definiremo desueti e le piattaforme di blog non venivano ancora masticate con facilità dagli utenti della rete. Per poter interagire socialmente sulla rete, bisognava necessariamente conoscere un minimo di informatica. Ma poi c’era chi era più bravo a dire qualcosa e chi conosceva i mezzi per farlo. Stiamo parlando di fumetti ovviamente, di Webcomic per la precisione, ovvero questi fumetti diventati elettronici e portati al pubblico di internet. Sta di fatto che come sappiamo, i webcomics piacciono ai lettori, ma soprattutto agli altri autori… c’è la possibilità di un interscambio di idee, suggerimenti e quant’altro. Gli autori leggono così altri autori. E la cosa capita sempre più spesso, fin quando, un po’ per gioco, un po’ perchè l’idea è buona, un po’ perchè la cosa non può che significare buona pubblicità, quelli che avevano qualcosa da dire e quelli che conoscevano il linguaggio di programmazione, decidono di tirar su un progetto che unisca tutti i fumettisti in un colpo solo. Nasce così, quasi per caso, Nuvole Elettriche, una mailing list con una lista di tutti i fumettisti dei primi anni 2000. In questa e nelle prossime interviste (come anche la precedente) cercherò solo di raccontare quello che è successo insieme a chi ha vissuto in pieno quel periodo. Oggi intervisterò Fabio Magliocca, in arte Fam, fumettista che ha collaborato con Nuvole Elettriche vedendo in prima persona quello che è accaduto dal 2004 sino ad oggi.
Innanzitutto grazie per avermi dato la tua disponibilità per questa Intervista. Puoi dire ai nostri lettori chi è Fabio Magliocca e cosa fa nella vita?
Chi sono? Secondo la mia maestra delle elementari sono uno che farà la fine di don Chisciotte. E infatti credo proprio di essere sulla strada che dritta dritta porta alla Mancha. Lavoro come grafico freelance, ho una famiglia con due figli, vivo a Vigevano dalla fine del secolo scorso. Prima abitavo a Brindisi, la città dove sono nato e dove ho frequentato il liceo artistico tra il 1984 e il 1988.
E invece Fam il fumettista chi è?
Il Fam fumettista è uno che farà la fine di don Chisciotte, dal momento che ha avuto la stessa maestra delle elementari di Fabio Magliocca. Sono cresciuto con i fumetti Disney, Bonelli e soprattutto Magnus. I primi fumetti risalgono ai tempi della scuola ma in questo non credo di aver seguito un percorso diverso da molti altri fumettisti.
Da quanto tempo sei nel mondo del fumetto?
Beh, veramente non credo di esserci mai entrato nel mondo del fumetto. Non è quella la mia professione, per quanto mi sarebbe piaciuto. Mi ritengo piuttosto ai margini anche rispetto ai webcomics, dal momento che i nomi famosi in rete sono ben altri.
Lurko il porco mannaro è forse la tua opera principale. Di quante opere a fumetti sei autore e quali sono tutte?
Limitandomi solo a quelle edite, oltre a Lurko ho creato Capitan Pelota, un pirata che si muove nel Mediterraneo del XVII secolo e che, nelle intenzioni, doveva essere il mio primo fumetto autoprodotto. Poi i costi di realizzazione di un albo “alla francese” mi hanno fatto optare per un albetto spillato di sedici pagine, e così è nato Lurko, nel lontano 1999 (ma i primi abbozzi del personaggio sono precedenti). Altri personaggi a cui sono legato, pur diversissimi tra loro, sono Zokka la vampira – ispirato ai fumetti sexy-horror degli anni Settanta – e Artemisia, praticamente il mio unico fumetto pensato per un pubblico di bambini o preadolescenti.
Raccontami un po’ degli inizi. Quando hai cominciato a pubblicare on-line nei primi anni: quali portali c’erano per un fumettista emergente e come funzionavano?
Ho pubblicato sul web le prime storie di Lurko nel 2001. Inizialmente ho utilizzato la piattaforma Digiland, legata a Libero.it, creando le pagine html con un semplice editor di testo. Ero orgoglioso di aver imparato il linguaggio di marcatura completamente da solo, senza aver seguito alcun corso. Il sito non era aggiornato molto spesso e decisi di chiuderlo in attesa di tempi migliori. In quegli anni ho conosciuto alcuni autori di webcomics che muovevano i primi passi in rete. Proprio nel 2004, quando chiusi il sito, un giovane studente universitario di Trento iniziò a pubblicare le sue prime strisce in un blog, una forma di comunicazione che era appena agli albori in Italia. Era nato eriadan.
Da quando sono finito nel mondo del Web-Comic italiano, mi sono sempre incuriosito nel capire come questo campo si è evoluto negli anni. So che uno dei primi portali era Nuvole Elettriche. Cosa era effettivamente Nuvole Elettriche e come funzionava?
Nuvole elettriche è ancora fruibile in rete, per quanto il sito non sia più aggiornato da anni. Da questo punto di vista è un documento “storico” importante poiché molti fumetti presenti in elenco non ci sono più.
Io sono arrivato circa sei mesi dopo la sua nascita, quando ripresi a pubblicare i miei fumetti sul mio attuale sito www.fumettidifam.com (perdonate la soletta). Tutto nacque da una discussione in chat fra Paolo Aldighieri (eriadan), Jappilas (l’elfo dell’omonimo fumetto) e Gareth Jax (all’epoca autore dei testi di Unchained). Ne venne fuori l’esigenza di creare un coordinamento tra autori per cercare di farsi conoscere. Quasi subito vennero coinvolti Kaneda (Due cuori e una gatta) e soprattutto Lapo Luchini (traduttore della versione italiana di Megatokyo), il quale registrò il dominio e preparò tutti gli script del sito. In pochi mesi si aggregarono decine di autori attorno al portale e alla mailing list collegata.
Chi gestiva Nuvole Elettriche?
Da un punto di vista “tecnico” Lapo Luchini si occupava della gestione del server e dei codici per generare le pagine. Come coordinamento c’erano Gareth Jax, Kaneda e il sottoscritto, coinvolto quasi subito appena entrato nel gruppo nel settembre 2005. Io rispondevo alle e-mail di chi chiedeva di entrare, Kaneda aggiungeva i link dei webcomics al portale e Lapo Luchini preparava nuovi script (tra cui il mitico box delle news presente in tutti i siti aderenti al circuito).
Quanti fumettisti sono passati per Nuvole Elettriche?
Che io ricordi circa duecento. Oltre a quelli già citati vanno ricordati Sio (Scottecs comics), Makkox (Canemucca), Serena Romio (Crazy Nena) e molti altri.
Quanto pensi abbia contribuito questa Mailing List nell’evoluzione del Web-Comic in Italia?
Credo che abbia influito moltissimo. C’era un continuo scambio di opinioni, richieste di aiuto a livello di tecniche di disegno o sull’uso della rete. Chi era alle prime armi su internet poteva rivolgersi ai più esperti per sapere come muoversi per promuovere il proprio fumetto e quali canali usare per pubblicarlo.
Il sito ora non sembra essere aggiornato da tanto. Cosa è realmente successo ad un certo punto?
Forse una certa stanchezza da parte di chi ha ideato il sito. Negli ultimi tempi – e parlo ormai di tre anni fa – ero praticamente rimasto solo a portare avanti il discorso. Se pensi che non avevo neanche accesso all’amministrazione del portale e che dovevo sempre chiedere al nucleo storico per inserire un nuovo link di chi faceva richiesta di entrare nel gruppo (talvolta senza ricevere risposta), è naturale che a un certo punto mi sia stancato anch’io.
Cosa pensi sia andato storto secondo te?
Come ho detto, il gruppo storico dei fondatori a un certo punto ha iniziato a trascurare il sito, senza lasciare alle nuove leve gli strumenti per continuare anche senza di loro. Non che questo sia avvenuto consapevolmente, ma di fatto credo sia stata la causa principale. Il colpo di grazia temo di averlo dato io, quando a fine 2009 ho annunciato in mailing list la mia intenzione di mollare. Avevo capito che il sito era diventato ingestibile per i problemi di cui sopra e avevo intenzione di ripartire da zero con una nuova community, sperando di evitare gli errori commessi in passato.
Successivamente a Nuvole Elettriche so che hai continuato a proporre idee. Infatti io sono iscritto a Fumetti sul Web, Mailing List che gestisci insieme con Manuel Ruffo, Kelith, Mister X e altri fumettisti che ti aiutano di tanto in tanto. Parlami un po’ delle finalità di questo nuovo sito.
Inizialmente pensavo a Fumetti sul Web come a un progetto a termine. Una community che tenesse vivo il gruppo di Nuvole elettriche fino a che il sito originario non fosse in qualche modo risorto. Attualmente non credo che questo sia più possibile e quindi lo considero un punto di riferimento per chi fa webcomic e per chi vuole leggere fumetti italiani su internet. Lo scopo non è – e non potrebbe più esserlo ormai – quello di diventare l’unico portale dei webcomic italiani, ma sicuramente un importante centro di aggregazione per dare vita a scambi di idee e collaborazioni. Il tutto lasciando a ogni autore la propria autonomia e la libertà di pubblicare sulla piattaforma che preferisce.
Secondo te i social network quanto stanno influendo sui forum? Voglio dire… stanno lentamente sostituendo il vecchio sistema di pubblicazione e discussione online?
Non amo particolarmente i social network. Sono su Twitter perché ha una filosofia abbastanza simile ai cari vecchi blog ma non ho un account su Facebook e trascuro sistematicamente Google Plus, a cui mi sono iscritto più per insistenza altrui che per convinzione propria. Detto questo penso che i social network stiano influenzando l’intero modo di essere presenti su internet. Se da un lato facilitano le aggregazioni in base a gruppi di interesse più o meno omogenei, devo dire che con questi strumenti è aumentato parecchio il “rumore di fondo” della rete. Sono sempre dell’opinione che per avere un blog si debba avere qualcosa da dire, per essere su Facebook non sono necessarie neanche le più elementari nozioni di ortografia e sintassi. Penso che questo social network limiti la libertà in rete. I contenuti prodotti dagli utenti non dovrebbero passare tutti attraverso un unico network, il rischio che messaggi sgraditi a chi controlla il social vengano censurati è troppo grande. E poi, censura a parte, la qualità dei contenuti è data anche dalla cura e dall’impegno di chi li inserisce. Su Facebook cura e impegno sono fattori alquanto trascurabili.
Il Web-Comic in Italia ha avuto già il suo massimo splendore secondo te? É tutto destinato a scomparire o a evolvere sotto nuove forme?
Per rispondere a questa ci vorrebbe la sfera di cristallo. Penso che il linguaggio webcomic sia solo agli inizi, quindi evolverà sicuramente in forme ancora inimmaginabili. Molto dipenderà dall’aspetto tecnologico ma alla fine la differenza la faranno gli autori che meglio sapranno sfruttare le possibilità offerte dal mezzo.
Quale sarà la prossima evoluzione del fumetto secondo te?
Se parliamo di fumetto, più che il linguaggio potrebbe cambiare (o affiancarsi) il supporto su cui leggerlo, come già sta avvenendo per il libro. Nel momento in cui si aggiungeranno funzionalità particolari con semi-animazioni, suoni, musica e altro, non so se potremo parlare ancora di fumetto. Sarà un nuovo linguaggio, tutto da scoprire e sviluppare, ed io sono molto curioso a riguardo, ma non credo si potrà ancora chiamarlo fumetto.
Detesti anche tu i Meme o è solo un mio problema? Dammi una tua opinione che io proprio non mi capacito ad accettarli quei così brutti.
Per me siamo in ambito “fumetto” finché cerchiamo di raccontare una storia, breve o lunga che sia. Una volta le facce buffe si facevano davanti allo specchio e ci si vergognava se si veniva scoperti. È all’incirca lo stesso problema che riguarda ortografia e sintassi di cui parlavo sopra.
Come vedi il tuo futuro da fumettista?
Le idee non mancano e neanche gli spazi per pubblicare. Non credo che potrò mai vivere di fumetti ma va bene così, l’importante è che possa continuare a vivere con i fumetti.
Cosa vorresti dire ad un giovane fumettista caparbio che comincia a muovere i primi passi nel mondo del fumetto? Quale suggerimento gli daresti?
Essere spietati con se stessi. Rileggere un proprio fumetto a distanza di un mese e capire cosa c’è che non funziona per poi correggersi. Se non si trovano difetti, o si è veramente bravi o non si è sinceri con se stessi. Nella seconda ipotesi è meglio lasciar perdere.
Grazie per il tuo tempo, erano un botto di domande.
Grazie a te per aver appagato il mio smisurato ego. Ma gliene frega veramente a qualcuno delle mie risposte?
Ovviamente nelle prossime interviste cercherò di far partecipi anche altri protagonisti di quel periodo… e qualsiasi diritto di replica sarà possibile…rimanete sintonizzati, vi aspetto giovedì o giovedì prossimo, dipende…
Il vostro Turello





