Le interviste del Turello – L’arte di saper disegnare male

Ben ritrovati cari lettori. Ho deciso di ritornare dopo un po’ di assenza per alcuni appuntamenti speciali. Infatti questa è la prima di una piccola serie di interviste mirate a raccontare quello che è stato il Web-Comic in Italia. Chi segue questa saltuaria rubrica, già conosce i miei approfondimenti sui Meme (basti leggere qui). C’è da dire però che prima dei Meme, i fumetti disegnati male già c’erano… e cavolo se erano disegnati male!

Lo vedete il disegno qui sopra? Se siete forniti di occhi penso proprio di si. Si tratta di un episodio di “Gigi la piccola Oloturia”, fumetto realizzato da Emiliano Mattioli, fondatore della rivista “Fumetti Disegnati Male” (qui il sito e qui la fan page) che dal 2005 ad oggi continua a pubblicare e proporre fumetti disegnati male, ma che divertono più di tanti altri. Navigando un po’ sul web ho approfondito a tal punto da parteciparvi, visto che le storie seppur disegnate male, riuscivano a strapparmi qualche sorriso sul mio volto invecchiato dallo stress. Così ho contattato Emiliano e gli ho proposto la seguente intervista. Vi anticipo che le risposte alle turelliche domande sono estremamente curiose e interessanti, nonché prolisse. Restate sintonizzati, non ve ne pentirete!

Ciao Emiliano, innanzitutto ti ringrazio di avermi concesso questa
intervista.

Prego, grazie a te per i disegni per FDM.

Innanzitutto dimmi: Chi è nella vita reale Emiliano Mattioli e come è finito
nel magico mondo del Web-Comic?

Nella vita reale sono un agente del KGB con la missione di infiltrare
le strutture chiave dei governi per tenere le democrazie occidentali
sotto scacco.
Il web-comic è solo una delle identità che mi sono costruito dopo che
mi è saltata la copertura di manager di studentesse che arrotondano
per pagarsi gli studi.

Mmm… Parlami un po’ di questi fumetti disegnati male. Come, quando e perché è nata questa rivista?

Nel 2004 o 2005 chiuse la rivista che stavo facendo con mio fratello,
il “Mirabolante Almanacco dei f.lli Mattioli”. Io sceneggiavo
(prevalentemente) e non sapevo disegnare. Già producevo, online (prima
dei blog! evviva!), le storie di Gigi la piccola oloturia e le
avventure della Famiglia Bernoulli. In quel mentre conobbi Davide La
Rosa, fresco non-disegnatore uscito dalla scuola di fumetto “La Nuova
Eloisa” di Bologna. Da lì nacque l’idea di creare una rivista che
riunisse chiunque purché 1) non voglia dei soldi 2) non ci rompa le
balle.
Riguardo al perché.. mah.. ti direi che l’idea è venuta per essere
“contro” l’establishiment, ma non so nemmeno esattamente come si
scriva, per cui tant’è.

Come si fa a partecipare? Cioè devi essere ipernegato e tastardo, oppure c’è
qualcosa di più in questa rivista?

Partecipa chi vuole purché non rompa le balle. Riguardo al punto 1)
precedente sono stato un po’ impreciso. In realtà è possibile
guadagnare denaro. Chiunque, anche i non partecipanti, può scaricare
la rivista, stamparla e venderla al prezzo che gli pare. Il problema è
che il prezzo indicato in copertina, € 1, è inferiore al prezzo che
una copisteria media fa per copia, attorno a € 1,20. Chiaro: se avete
una fotocopiatrice in ufficio o avete una stampante laser potreste
anche guadagnarci qualcheccosa. Oppure potete ritoccare la copertina e
far diventare l’1 un 2.
Il mio consiglio è comunque, se proprio volete disegnare per FDM, di
non impiegare più di 5 minuti per fumetto. Se ci mettete di più e vi
lamentate che quei minuti preziosi di vita che avete sprecato a creare
una storia per FDM non torneranno mai più (cosa vera) vi rimando al
punto 2).

Come fu presa l’idea all’inizio del suo concepimento dagli “autori che
disegnano bene” di quel periodo?

Boh?

Leggendo i vari numeri, ho visto dei nomi interessanti come Condre, Lele
Corvi e Tuono Pettinato. Li hai convinti a partecipare e disegnare male con
l’estorsione o è stata una loro idea?

A molti ha fatto piacere partecipare. Buona parte dei primi autori
risposero alla chiamata su una mailing list chiamata Nuvole
Elettriche, altri erano miei amici/colleghi che conoscevo frequentando
ambienti fumettistici. Alla lunga si può dire che FDM abbia portato
bene a molti di loro. Condre, Lele Corvi, Tuono Pettinato, Ratigher,
Dr. Pira, La Rosa, Spyro e chissà quanti altri (Orto) hanno avuto una
carriera turgida dopo il loro svacco su FDM. L’unico che ancora stenta
a emergere sono io. Ma ultimamente ho preso contatto con importanti
famiglie mafiose. Prevedo una svolta repentina.

Ho scoperto da un po’  i fumetti dei fratelli Mattioli. C’è da dire che le idee non vi mancano, come nemmeno i momenti
“Pulp”… State lavorando a qualche nuova serie sia tu che tuo fratello?

Mio fratello starebbe lavorando su “Dante 2, ritorno all’Inferno”.
Avete ad es. quella vignetta in cui Dante dice “Questa volta è
diverso, Virgilio.. questa volta sono qui per spaccare dei culi”? È
mia. Abbiamo finito la sceneggiatura ma il mio parente non collabora.
È pigro. Probabilmente non lo vedremo mai.

Parliamo di un tuo fumetto. “Gigi la piccola Oloturia
è un fumetto strutturato sempre con lo stesso finale portato
all’esasperazione. E’ meraviglioso tutto ciò! Come ti è nata l’idea e perché
finisce (quasi sempre) allo stesso modo?

Mio fratello mi disse che una delle maniere per far fumetti senza
saper disegnare era 1) fare disegni molto grandi e 2) disegnare
strisce. Spero che tu avrai notato la mia capacità di enumerare le
opzioni da 1 a 2 (spero lo notino anche i lettori!). Ho scelto la
numero 2 e ancora non me ne sono pentito. L’Oloturia è nata quando su
un newsgroup* (era una specie di chat) che frequentavo qualcuno si
cambiò il nome in ‘oloturia’ (era uno dei ns. amici che faceva il
burlone). All’epoca non sapevo cosa fosse un’oloturia (erano gli anni
’90 dopotutto!) e quindi ne cercai sul Devoto-Oli. Scoprii che era un
tubo coi tentacoli. Da lì alle storie, come si potrà ben capire, il
salto era dannatamente breve.
Finisce sempre allo stesso modo perché non c’è scampo dall’oloturia (è
un altro tipo di animale marinoAAHAHAHAHAHAHAHA).

( *Potete trovare i post di oloturia attraverso questo link)

Ma come ti è saltato in mente di fare anche un blog in giapponese di questo
fumetto
?

In Giappone vanno matti per i fumetti. Se c’è un posto dove sfondare è
sicuramente quello.
Secondariamente: centinaia, migliaia di combattimenti tutti euguali e
dal risultato scontato, praticamente è la trama di qualsiasi storia
prodotta nell’arcipelago più nipponico del mondo!

Un’altra serie che mi è piaciuta è Drogatino e Pediatra (Scritta da te e
disegnata dal buon Vasco Vaz Serafini). Quali difficoltà ci sono nel creare
fumetti del genere con costanza secondo te? Ma soprattutto che riscontro
avete avuto con tutte le serie realizzate?

Il problema è (ma non solo con Vaz, che poi magari si sente
bersagliato) che i disegnatori non collaborano. Io mando sceneggiature
su sceneggiature e non tornano i disegni.
Il caso più eclatante è Luca “Spyro” Speroni. Ha da mesi una mia
sceneggiatura e non si dà una mossa. Comincio a credere che abbia un
piano nei miei confronti, ma non riesco a immaginare quale.
Secondariamente (ma questo è un problema di qualsivoglia aggeggio
d’arte, non solo le strisce) è trovare una buona progressione. Sia ℘
il limite di scemaggine che posso immaginare ed ε il livello di
scemaggine previsto per puntata, il numero di puntate potenziali prima
che la serie non “salti lo squalo” (è un gergo preso da Happy Days,
tecnicamente è la puntata limite dopo la quale la serie fa cagare a
spruzzo) è di ℘/ε. Ti faccio un esempio. Se l’oloturia che divora
Carmen Consoli in duetto coi Jalisse che cantano insieme “Fiumi di
parole di burro” è il massimo che posso concepire (℘), vuol dire che
quando arrivo a quella puntata per me è la fine, per cui devo
organizzarmi e prima di arrivare a quel punto fare tantissime puntate
che siano di scemaggine ¶ dove ¶ < ℘. Tanto ε è bassa più puntate
riuscirò a fare, aumentando così la possibilità di far successo e di
non dover più dipendere dalle percentuali delle studentesse e dallo
spaccio di Bactrim facendo finta che sia ecstasy. C’è poi il limite ω
(culo) che è il successo confermato, cioè quel momento in cui puoi
fare qualsiasi merdata che tanto il pubblico ti acclama lo stesso
perché sei tu (salvo poi alimentare uno stuolo di nostalgici che
stavano meglio quando stavano peggio).

Co-Fondatore della rivista con te è anche Davide La Rosa, che ho avuto il
piacere di rivedere di recente al Napoli Comicon per l’uscita del suo ultimo
libro
. Secondo te i fumettisti che disegnano male, quante possibilità hanno
ora di riuscire a pubblicare, soprattutto in questa epoca dominata da Meme
che stanno risucchiando l’originalità dei singoli?

Per me i meme sono una manna dal cielo, ancorché grezza e rudimentale.
I disegnatori sono solo dei tecnici, sono un INTRALCIO per l’arte (a
meno che non siano artisti essi stessi, ma questo ahimè capita
raramente). Poniamo il caso che io sia Gustavo, uomo sensibile e
ovattato, cioè tutto quel che serve per essere un artista che può
regalare emozioni profonde alle umane genti. Poniamo anche che io,
cioè Gustavo, non sappia recitare né cantare né disegnare né fare le
spille di merda con la lana cotta. Che cazzo succede? Cazzo! Succede
che Gustavo diventa un impiegato delle Poste e il mondo perde
l’occasione di conoscere la sua profondità. Ora però un giorno
Gustavo, consigliato da Beppe Grillo, infila nella lavatrice dei
magneti mistici, trasformandola in un generatore di campo di stasi che
paralizza il ns. eroe e le circondanze a esso adiacenti per mille
anni. Nel 3012 gli strumenti tecnologici permettono a chiunque di fare
fumetti. Gustavo è felice. Ritira dodici godzilliardi di arretrati
dalle Poste e intraprende una nuova fantomatica carriera nel campo
della granphic novels. La riprova che tutto questo è un ragionamento
sano? Se non avessi quel cataplasma di mio fratello a disegnare, Dante
2 sarebbe già nelle edicole di tutto il mondo.
Purtroppo il mondo non sta andando in questa direzione, anzi.. pensa
che nel teatro si stanno promuovendo attori sempre più tecnici e
preparati a fare qualsiasi ruolo o parte. Cosa ci sarebbe di più
vicino alla vita umana del teatro? Perché è necessario IMPARARLA? È
come se dovessi imparare a vivere! Ma ‘ste balle! Io voglio storie
vive a teatro, voglio gli accenti del sud, del nord, gente che
s’impappina e che si ritrovi in situazioni della minchia come nella
vita reale! Voglio che Macbeth si caghi addosso e reciti storto per
tutto il tempo, non che parli con la voce impostata! Fanculo, merde,
tutti!

Ahem, credo di essermi lasciato trasportare.

Scusa non stavo ascoltando… dicevamo… come sono visti secondo te dal grande pubblico questa categoria di autori?

Secondo me il grande pubblico è dalla nostra. I meme di cui prima
hanno diffusione virale e viaggiano per tutto il globo terracqueo,
eppure sono disegnati nel modo più stronzo possibile.
Chiaro che se vai sui forum dei fumetti trovi gente che snobba e che
schifa, ma i forum dei fumetti spesso sono popolati da addetti ai
lavori e/o “esperti”, quindi un élite, non certo i salumai e i
droghieri (che sono il ns. target assieme alle mondine e i
contrabbandieri).
Ci tengo a far sapere che FDM non è un “progetto” non ha “finalità” o
altre robe. So che qualcuno ha fatto una tesi su di noi (o almeno così
m’han raccontato) ma questo al massimo ci classifica. Io almeno
continuo alla cazzo come al solito.

So che sei nel giro dei fumetti da tanto ed hai potuto vedere l’evoluzione
del fumetto in Italia in tutti questi anni… come si sono evoluti nel tempo i
Web-Comic, i blog e le case editrici a tuo avviso?

I web-comic, mah.. in Italia a parte una fervente “nuova generazione”
di fumettisti che disegnano male (Paginco l’omino rinco, Fumetti Disegnati Peggio, Fumetti Non Disegnati, altri ne trovate sul sito di
FDM divisi per autore
)  c’è
molto poco in giro. Forse la novità migliore sono i fotomontaggi di
Shilipoti
che sono spassosi e, niente..
sono spassosi. Alcune cose sono valide, come Makkox o Zerocalcare, ma
si contano sulle dita di una mano dopo che l’hai lasciata a maciullare
nel tritacarne per un po’.
All’estero al contrario ci sono parecchie cose. Cyanide & Happiness, Fredo & Pid’jin, AmazingSuperPowers il blog di Boulet. Vabbè ma che metto i link a fare. Sono
troppi. E rischio di favorire qualcheduno invece che qualchedunaltro.
I blog sono in crisi, è vero, c’è questo Facebook che permette una più
agevole capacità di trasmissione dei pensieri a livello quasi globale
(pensa che dal Giappone stanno mettendo dei like all’oloturia! ok.. ho
pagato uno spazio pubblicitario per questo, però pensa!). Purtroppo
troppo spesso questo fantastico strumento è viziato da della gente che
veicola stronzate, tipo robe come la memoria dell’acqua o HAARP che fa
i terremoti. Una volta mi sono imbattuto in un messaggio dove si
sosteneva che un certo ippodromo avrebbe regalato cavalli da corsa!
Confido nel darwinismo e spero che nel giro di qualche generazione
Facebook (o chi per lui) sarà un posto perfetto. Avere nostalgia dei
blog è come avere nostalgia dell’aratro col vomere in legno. Poi vabbè
parlo io che ne ho due (uno giapponese e uno segreto che leggo solo
io!).
Le case editrici, almeno quelle italiane, mi sembrano rimaste un po’
indietro, a parte alcune.. cioè forse solo una.. della quale non
vorrei parlare perché sennò mi querelano. Credo siano un po’ frenate
dal fatto che su internet è ancora un po’ difficile far dei guadagni
seri. Ma forse un giorno, se la carta diventerà accessoria, potremo
fare a meno anche di loro, un po’ come sta succedendo col porno, con
la musica e ormai anche con la TV (non avete idea di quanta gente si
guardi le serie TV senza TV! In realtà non ce l’ho nemmeno io.. ma non
potete mettermi in croce per questo..).

Come vedi il futuro del fumetto?

Fumetterò.

Grazie per il tuo tempo.

Ciao!

Ringrazio ancora il buon Emiliano per il suo tempo e per aver ricordato una cosa importante: non importa la grandezza della nave ma come la sai usare… Ci vediamo giovedì prossimo con una nuova intervista che parlerà di… mmm…. nuvole…

Cordialmente vostro, il Turello (da non confondersi con l’omonimo agriturismo)

Pearl & Jam!!Episodio 8

Fa ridere perche’ fuori fa caldo.(no in realta’ non fa ridere,ne se fuori fa caldo ne se fa freddo…)

Easy Smile – Bambini e letti – 10